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Nome scientifico Acanthus mollis
Famiglia di appartenenza Acanthaceae    (Altre piante di questa famiglia)
Sinonimi
Nomi comuni Acanto
Nomi tradizionali
Habitat in cui si sviluppa
Distribuzione geografica
Descrizione .
Porzione di utlizzo
Azioni farmacodinamiche
Utilizzi Medicinale    (Altre piante con questo impiego)
Cosmetico    (Altre piante con questo impiego)

Gli estratti ricavati dalle foglie di questa specie hanno manifestato una notevole attività antifeedant su alcune specie di parassiti che infestano molti tipi di organismi vegetali ed animali, fra cui l' uomo. Le sostanze antifeedant non uccidono direttamente il parassita ma provocano una crisi anoressica per cui esso, perdendo sia la capacità di muoversi che di nutrirsi, muore di fame. Sono considerati gli insetticidi del futuro anche se non agiscono solo sugli insetti. Con le foglie fresche triturate si fanno cataplasmi per la cura delle pelli arrossate. Le foglie e le radici sono astringenti, detergenti, emollienti e vulnerarie. La pianta, che contiene buone quantità di mucillagini e tannino, tradizionalmente è stata utilizzata per trattare lussazioni ed ustioni. Una pasta, ricavata dalla pianta, quando viene applicata sulle giunture lussate tende a normalizzare i muscoli ed i legamenti colpiti. Le foglie macinate sono state utilizzate per fare cataplasmi sulla pelle ustionata. Per uso interno la pianta ha proprietà emollienti e serve a trattare le mucose irritate del tratto gastrico e delle vie urinarie. Favorisce la fluidificazione del catarro bronchiale ed ha anche azione calmante ed astringente sull?intestino. L?infuso di foglie o di fiori stimola l'appetito, coadiuva la funzione del fegato e regolarizza la digestione.

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Bibliografia
StoriaNella mitologia greca, Apollo, dio del sole, tentò di rapire la bella ninfa Acantha, (dal greco ??????, spina) perché ella lo respingeva. La ninfa reagì graffiandolo in volto. Per vendicarsi il dio tramutò la ninfa nella pianta spinosa e amante del sole, che porta il suo nome ed è delegata a tenere lontano dai luoghi sacri le divinità maligne. Callimaco, architetto ateniese, nel 500 A.C., scolpiva i capitelli delle colonne con foglie d'acanto, da allora questi capitelli sono diventati l'emblema dello stile corinzio. Fin dall'antichità è ritenuta una difesa contro gli spiriti del male e adottata per proteggere le entrate dei luoghi consacrati, sepolcri e templi alle cui porte venivano appesi mazzetti di foglie acanto. Poi con il passare del tempo tali poteri furono attribuiti anche alla sua riproduzione in legno, pietra o marmo. L'acanto divenne l'elemento base decorativo di capitelli e di ogni fregio in strutture edificate a protezione di luogo sacro. La religione cattolica riprese questo uso a difesa delle cripte e delle urne, custodi delle reliquie dei santi, ossia dei defunti in grazia di Dio, l'Acanto divenne simbolo di resurrezione e di vita eterna. Anche il sapere, conservato nei codici miniati, si difese ornando i capilettere con foglie di acanto. L' acanto simboleggia prestigio e benessere.
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